Paul, Paul e ancora Paul: Cayard non stacca mai, la sua è fame di vela, in tutte le sue forme. Come giudicare uno che ha vinto (quasi) tutto nella carriera velica, ha trionfato al giro del mondo, nel giro della Coppa America, nella grande altura, ha fortemente voluto e raggiunto le Olimpiadi in Star, e in una stagione definita “di transizione”, a causa della crisi economica mondiale, è passato allegramente dalle TP52 AudiMedcup series di Portimao in Portogallo alla “sua” San Francisco per il Mondiale della storica e acrobatica deriva 505, a prua di un suo amico?

Guardatelo come si diverte al trapezio, e sentite quello che racconta dopo la fine del campionato: “Sono così felice che Howie mi abbia chiesto di fare questa regata! Mi sento come se avessi nuovamente 20 anni. Essere un velista professionista ti allontana da queste barche che sono ‘fichissime’, e che usavamo solo da ragazzi. Sono le barche che ci hanno insegnato a veleggiare, ci hanno dato la sensibilità per capire come andare più veloci con qualsiasi altra imbarcazione. Cercherò anche in futuro altre opportunità di navigare sui 505, magari il Mondiale 2011 a Hamilton Island, con mio figlio Danny al timone. Ci sono tante porte aperte!”

Del resto Paul non “stacca” mai anche sulla rete: è forse il personaggio della vela che meglio sa interpretare la potenza del web per comunicare costantemente, 24 ore su 24 e in tutto il mondo, ai suoi molti fans. Il suo sito-blog – www.cayardsailing.com – è aggiornatissimo con i suoi pensieri, le immagini, i risultati, una sorta di diario sempre aperto. Un solo guaio: di Paul ce n’è uno solo…